31 dicembre 2009 Condividi

L’Aquila saluta l’anno più difficile

di Fabio Iuliano

FOTO La festa a Collemaggio

fonte: ilCentro.it

La Marcia della Pace dalla zona rossa a piazza d’Armi, la manifestazione a Collemaggio, il concerto-spettacolo in una tensostruttura davanti alla basilica di San Massimo: gli aquilani hanno salutato il 2009 – segnato indelebilmente dal terremoto dello scorso 6 aprile – ritrovandosi nelle piazze simbolo.

“2010, riprendiamoci la citta”, recita lo striscione che ha accompagnato la festa di Collemaggio, il capodanno degli aquilani, come è stato ribattezzato in questi ultimi giorni, l’iniziativa più attesa. Sotto la tensostruttura della Protezione civile, si sono alternati in migliaia, per ascoltare musica, brindare al nuovo anno e ballare fino a scrollarsi di dosso questi nove mesi drammatici. Una serata che ha comunque dato spazio al ricordo di quella notte del 6 aprile, con delle fiaccole accese sul piazzale dai vigili del fuoco, a ridosso della mezzanotte. Niente botti di capodanno in segno di rispetto, in un momento di intimità tale che gli organizzatori hanno scelto di seguire a telecamere spente.



Del resto, in città la gente uscita per le strade con petardi, razzi e fuochi artificiali e’ stata molto meno rispetto agli altri anni. Anche all’Aquila è stata la pioggia protagonista della serata, spingendo la Prefettura ad annullare la prevista cerimonia davanti alla chiesa di San Bernardino. La pioggia ha accompagnato ogni passo della 42esima Marcia della Pace, da piazza Duomo a piazza D’Armi, passando per la Casa dello Studente e il tribunale.

In tanti sono rimasti in centro, per partecipare alla serata organizzata dal Comune, condotta da Roberta Scardola e Roberto Ruggiero. Qui, però, il “coprifuoco” è arrivato all’1.30, con l’ordine tassativo della Questura di chiudere l’accesso alla villa Comunale. A Collemaggio la festa è terminata esattamente alle 3.32 con un minuto di silenzio dedicato a tutte le vittime del sisma.