14 dicembre 2009 Condividi

Case, dopo i ritardi la neve

di Fabio Iuliano

L’AQUILA. Le chiavi da consegnare ci sono tutte, il nastro tricolore è pronto per il taglio alle 10 in punto, ma la neve sui tetti dei nuovi moduli abitativi provvisori inaugurati a Lucoli, sta lì a ricordare che l’evoluzione dei lavori dovrà fare i conti anche con l’inverno che avanza. Il bollettino meteo preoccupa tanto il dipartimento della Protezione civile, quanto le singole amministrazioni comunali cui è affidata la realizzazione delle piastre, e costituisce un’ulteriore incognita sui tempi di consegna. C’è preoccupazione per i ritardi in alcuni paesi. TRE NUOVI VILLAGGI La prima vera neve di stagione, che ha imbiancato le frazioni più alte del comune di Lucoli, ha accompagnato l’inaugurazione dei primi tre villaggi Map nelle frazioni di Vado, Peschiolo e Casamaina. Ventisei case in totale, che verranno occupate dalle famiglie già a partire dai prossimi giorni. «Un segnale importante», secondo il sindaco Luciano Giannone , «in un momento in cui il nostro comune, anche se al di fuori dell’attenzione mediatica è stato duramente colpito dal terremoto del 6 aprile. Si pensi che delle tremila abitazioni delle varie frazioni del comune circa il 75 per cento ha riportato inagibilità anche solo parziale». In quella tragica notte, Lucoli ha registrato una sola vittima, Elpidio Fiorenza , che è stata ricordata durante l’inaugurazione. La sfida è ora quella di coprire tutte le esigenze abitative di quanti hanno avuto casa inagibile, con la consegna di 120 casette entro Natale. I restanti Map devono essere consegnati nelle frazioni di Colle, Collimento e Santa Croce. Intanto è festa per i nuovi inquilini, tra cui l’arzilla 89enne Concetta Santarelli (nella foto in alto), che andrà ad abitare da sola. «Abbiamo monitorato i lavori delle ditte passo passo», assicura Giannone, «cercando di non lasciare nulla al caso. È questa l’unica maniera per restare sui tempi di consegna». I TEMPI È una corsa contro il tempo, in una partita che si gioca su tre province – ci sono paesi del Pescarese e del Teramano assegnatari di Map – per un totale di 118 aree, distribuite su 53 comuni. «Stiamo facendo un grande sforzo per consegnare case e moduli abitativi provvisori in tempo, assicurando il prima possibile un tetto a tutte le persone che ne hanno bisogno», Assicura il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli , intervenuto anche lui alla cerimonia di consegna dei Map. «Se il sottosegretario Guido Bertolaso ha fatto qualche precisazione sui ritardi», aggiunge, «le sue parole vanno interpretate in tal senso: come di chi rappresenta un dipartimento che sta lavorando con il massimo impegno e pretende lo stesso dagli altri». Gli ostacoli sono inevitabili. «Guardiamo con apprensione», continua il prefetto, «tutto quello che si frappone tra il nostro obiettivo e la sua realizzazione, e non solo: io credo che talvolta, agire con posizioni critiche in circostanze come questa sia non solo legittimo, quanto doveroso».

CAMPOTOSTO Continuano le segnalazioni per ritardi nei paesi dell’Aquilano. A San Demetrio ne’ Vestini, gli abitanti di varie frazioni chiedono spiegazioni per il fatto che 49 Map non hanno neanche avviato i lavori. Ma è il comune di Campotosto, con le sue quattro frazioni a registrare problemi più seri, a causa delle difficoltà registrate nella realizzazione delle piastre e nelle relative operazini di allaccio. Così, mentre i lavori sono avviati a Mascioni, Poggio Cancelli e nelle due aree di Campotosto, nella frazione di Ortolano – che ospiterà cinque Map – il cantiere è ancora alla fase preliminare. Prima di condurre i lavori, c’è da ultimare la demolizione di una casa cantoniera, situata proprio a ridosso del terreno interessato, le cui macerie hanno invaso le strutture circostanti. Si registrano problemi anche nelle frazioni di Mascioni e Poggio Cancelli, a causa delle difficoltà nella realizzazione della rete fognaria. «Se le cose rimangono così», spiega l’assessore comunale Antonio Di Carlantonio , «rischiamo di inaugurare delle casette belle ma inutilizzabili, per fare del nostro paese un grande presepe vivente. Chiediamo alla Protezione civile di assicurarci gli strumenti adeguati per portare a termine i lavori di nostra competenza». A fronte di un contributo di 14mila euro a Map, sono demandate ad ogni singolo comune le opere di urbanizzazione e installazione dei basamenti. «A causa delle enormi difficoltà relative alla pendenza dei terreni scelti», prosegue l’assessore, «abbiamo chiesto alla Protezione civile fondi straordinari, per completare i lavori preliminari per i nostri 64 Map. Fondi senza i quali non possiamo prorpio andare avanti. In tutta risposta però», spiega, «la Protezione civile, tramite il suo vice capo dipartimento, Bernardo De Bernardinis ci ha negato il contributo aggiuntivo, richiedendoci anche oltre 100mila euro per i Map non realizzati che facevano parte del progetto originale (erano 72 ndr). A questo punto», conclude, «farebbero meglio a scrivere che non vogliono permettere di concludere i lavori». UNA NUOVA SCUOLA Mentre anche il comune di Goriano Sicoli predispone le aree per i Map, si registra l’apertura della nuova scuola primaria del paese, che ha preso il posto di quella crollata in seguito al sisma dello scorso 6 aprile: l’istituto é stato realizzato grazie ai fondi raccolti dal movimento cooperativo piemontese associato a Legacoop. Una struttura moderna, antisismica, ecocompatibile che è stata intitolata a Antonino Monaco .  Da Trento, intanto, Bertolaso non risparmia complimenti al suo dipartimento. «Dobbiamo essere orgogliosi di questa squadra fatta di divise diverse che è la Protezione civile. In Irpinia», ha detto ancora, «dopo tre giorni i giornali titolavano “fate presto” perché gli aiuti non arrivavano. Per l’Abruzzo non ho dovuto dare molte indicazioni: è bastato dire di partire e dopo tre ore c’erano già aiuti. Dopo 12 ore l’ospedale era evacuato, dopo 24 ore c’era un ospedale da campo, tendopoli, postazioni mediche. Questi sono fatti».


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