3 novembre 2009 Condividi

All’Aquila la città “invisibile” degli immigrati

(fonte Osservatorio Sociale Regionale)

Un articolo de il Centro racconta di circa ottanta persone originarie della Tunisia, Algeria, Marocco che non sanno nulla del progetto case o degli alloggi negli alberghi e che vivono in ritrovi di fortuna nell’area del parcheggio del centro commerciale Meridiana
A l’Aquila oltre le tendopoli, e i nuovi moduli abitativi esiste una città “invisibile” fatta di immigrati che non sanno nulla del progetto case o degli alloggi negli alberghi e che vivono in ritrovi di fortuna.  Un articolo de il Centro parla di loro: sono circa un ottantina di persone originarie della Tunisia, Algeria, Marocco, che fino a poco tempo fa vivevano sotto un pensilina all’interno di un autoparco comunale che però è crollata, costringendoli a trovare altri alloggi di fortuna. Ora si radunano nell’area del parcheggio del centro commerciale Meridiana, non lontano dalla stazione. Vivono occupando baracche e tensostrutture per la notte. Il giorno se fa caldo basta un cartone per stendersi sul prato. Così il parcheggio diventa una casbah dove riposarsi e mangiare gratis due volte al giorno. Proprio lì, infatti, è stata allestita una grande tenda del ministero dell’Interno, gestita ora dalla Vivenda per conto del Comune. Qualcuno ha provato a dormire anche lì dentro, ma poi si è visto rispedire fuori con tanto di valigie.
Fabio Iuliano, giornalista de il Centro ha parlato con uno di loro, un tunisino, che gli racconta di Provenire da Parma dove vive da molti anni. In molti, però, gli hanno consigliato di venire all’Aquila e lavorare qui. Il tunisino accompagna il giornalista nell’alloggio dove vive: si tratta di una casetta in legno in fase costruzione poco distante dal supermercato. Non ci sono le finestre, ma dentro c’è spazio per un materasso, poggiato a terra, delle lenzuola e una lunga serie di trolley che contengono di tutto, anche due-tre copie del Corano. “Stamattina però”, dice “è arrivata la polizia. Ci vogliono fuori da qui. Non sappiamo che fare, forse andremo in Comune a chiedere assistenza”. E intanto – aggiunge Iuliano – a l’Aquila è arrivato il freddo.