TERREMOTO: INFILTRAZIONI MAFIA, DOSSIER LEGAMBIENTE E LIBERA
28 luglio 2009 Condividi

TERREMOTO: INFILTRAZIONI MAFIA, DOSSIER LEGAMBIENTE E LIBERA


Legambiente e associazione Libera presenteranno alla magistratura aquilana un dossier contro il pericolo di infiltrazioni mafiose nell’attività di emergenza e ricostruzione post terremoto. Lo ha annunciato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati. Il dossier sarà consegnato al procuratore capo, Alfredo Rossini – che è anche procuratore distrettuale abruzzese antimafia – e conterrà “la fotografia di quanto successo in questi quattro mesi.

“Vogliamo dare una mano alla magistratura e poi lavorare per tenere alto il livello di attenzione dell’opinione pubblica – ha affermato Cogliati -, cosa, questa, che dà fastidio alla mafia la quale predilige il silenzio. In sostanza, abbiamo occhio ed orecchie, ma la testa la deve mettere la magistratura”. Cogliati ha riferito di aver avuto già un contatto con il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, e con il procuratore Rossini, “che – ha detto – è parso convinto dell’utilità del nostro lavoro”.

“Non siamo schegge impazzite – ha aggiunto il presidente nazionale di Legambiente – il nostro intento è di collaborare con le istituzioni”. A tale proposito, Cogliati ha ricordato che la collaborazione con la direzione nazionale antimafia “é strutturato per il rapporto Ecomafia, la stessa cosa accade in altre regioni su temi quali ad esempio il cemento, i rifiuti e il commercio di animali”. “Sulla base di queste esperienze – ha aggiunto – abbiamo insediato all’Aquila l’osservatorio ‘Ricostruire pulito’ che è basato sul controllo della ricostruzione”.

Il responsabile territoriale di Libera , Angelo Venti, ha sottolineato che l’approccio dell’associazione di don Ciotti è diverso: “Conduciamo le inchieste e poi le pubblichiamo sui siti e sui giornali di area – ha affermato – a quel punto, interviene la magistratura che acquisisce materiale e fa scattare l’inchiesta. Il modello lo abbiamo sperimentato nella Marsica dal 2004 ad oggi. Non a caso, è venuto fuori il caso di Tagliacozzo (L’Aquila) dove una grande infrastruttura turistica sarebbe stata costruita riciclando il denaro dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino”.