Quando si parla di capolarato, la mente ci riporta a collegamenti logici che pensavamo di aver rimosso dalla nostra società in modo definitivo. Ed invece si comincia a pensare a come tutto questo non sia altro che una nuova involuzione dello schiavismo. Quello che qualche decennio fa, ci faceva inorridire ma anche ragionare, con troppa sufficienza, sulla considerazione anacronistica dell’imbarbarimento umano, come se tutto questo non ci appartenesse. IL CASO: I SIKH DEL PUNJAB La realtà ha quel sottile modo di far crollare le nostre sicurezze. Anche quando proviamo a nasconderle con una divagazione folcloristica di certi fenomeni sociali. Qui

Che cosa spinge una persona a lasciare il proprio Paese per rifugiarsi in un altro Stato completamente, totalmente diverso dal proprio? La guerra, che sia dettata dalla religione, da ideologie e contrasti politici, dal divario culturale o dall’immaginario collettivo di una determinata epoca, toglie ogni speranza, taglia i ponti con il futuro di ogni uomo, donna o bambino, impedendo loro di realizzarlo e realizzarsi. Il bel mondo è sempre stato messo a dura prova, nel corso della storia, dalla violenza, dalla povertà, dai soprusi, dalle persecuzioni e dai genocidi di massa Ogni uomo, donna o bambino ha il diritto di

Due anni fa, quando la notizia di un nuovo spazio culturale allestito nel centro storico arrivò alle redazioni delle testate cittadine, in pochi avrebbero scommesso in una programmazione stagionale così generosa, eterogenea e duratura, specie in un momento in cui era chiaro che i protagonisti di questo esperimento dovevano (e devono ancora) fare i conti con budget e spazi ben limitati. Eppure, in soli due giri di calendario, Spazio Rimediato è arrivato a registrare decine di appuntamenti in cartellone, in aggiunta a corsi di teatro (bambini, adolescenti adulti), chitarra elettrica, disegno e pittura, ripresa e montaggio cinematografico, scrittura creativa e

Dopo il successo dello scorso anno torna la Giornata delle ArtixTutti. La seconda edizione sarà “sotto il cielo della creatività” perché è proprio l’idea di creatività a farla da padrona. La Giornata delle ArtixTutti a torino è un happening di esperienze creative e artistiche rivolte a tutti, appunto, a prescindere dalle esperienze e dalle competenze pregresse; è “per tutti” anche l’accessibilità: gli spazi permettono l’accesso a persone disabili e il costo di entrata ad ogni workshop è di soli 5 euro. La Giornata delle ArtixTutti inizia alle 10 con la Colazione sull’Arpa di Giulio Bonomi e continua fino a notte

Giù il sipario sulla quarta maratona jazz, che si chiude con l’edizione forse logisticamente più difficile, a causa del maltempo che si è abbattuto sull’Aquila in quelle che negli scorsi anni sono state le ore di punta. Eppure, la città ha risposto, seppure non con gli stessi numeri, ma con grande voglia di respirare questo stile musicale destinato in tanti sottogeneri e negli strumenti più svariati. «Abbiamo ancora tutti nel cuore, ancor prima che nelle orecchie e nella mente», commenta il sindaco Pierluigi Biondi, «le note che hanno rischiarato i cortili, le piazze, le vie e le chiese che gli

Musica per resistere e musica che resiste, anzitutto alle variabili del meteo che hanno costretto gli organizzatori del “Jazz italiano per le terre del sisma” a fare qualcosa a cui, in verità, dovrebbero essere abituati: improvvisare. Un summit del giorno prima aveva predisposto un “piano B” al Ridotto del teatro comunale per alcune postazioni all’aperto come piazza Chiarino e Largo Pischedda. Poi, il tira e molla prima del concertone finale all’Emiciclo, con Simona Molinari, Petra Magoni e Ambrogio Sparagna e, soprattutto, con i tecnici del suono a fare i conti con la pioggia che ha di fatto rallentato i sound-check

Le premesse c’erano tutte sin dalla vigilia. L’anteprima a piazzetta del Sole con Piero Odorici, Roberto Rossi, Roberto Tarenzi, Sefano Senni e Adam Pache, un crescendo di pubblico davanti a una jazz band resident, per un concerto serale in collaborazione con Umbria Jazz club e Italia jazz club. Poi una jam session con ospiti d’eccezione, da Max Paiella a Sarah Jane, voci note al pubblico di RadioRai. Poi la selezione di genere alla consolle di dj Rocca in piazza Chiarino. Un avvio riuscito e dinamico a cui ha fatto eco l’apertura vera e propria con la magia dei 100Cellos nella

Parlare di L’Aquila come città destinata a diventare la “capitale del jazz italiano” può sembrare un po’ azzardato se solo si pensa alle rassegne di questo genere in giro per la Penisola. Senza andare troppo lontano, senza neanche scomodare la kermesse perugina, risuona ancora nelle orecchie l’eco dei ritmi sincopati di Brad Mehldau o dei virtuosismi di Pat Metheny, a fare breccia tra il programma estivo di Pescara Jazz. Eppure, il festival che dal prossimo anno sostituirà la maratona del “Jazz italiano per le terre del sisma”, raccoglierà l’eredità di quattro anni in cui si sono alternati circa 2.500 musicisti,

Trasformare la kermesse del Jazz italiano per le terre del sisma in un festival nazionale che metterebbe L’Aquila in relazione con altri grandi appuntamenti di genere, a partire da Umbria Jazz. Questo l’obiettivo di un’intesa siglata ieri dal direttore artistico Paolo Fresu, il sindaco Pierluigi Biondi e la Siae a margine della conferenza stampa di presentazione della tappa aquilana di questa quattro giorni che ritorna anche quest’anno, per la quarta volta, a riempire i cuori delle comunità colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. Camerino, nelle Marche, Scheggino, in provincia di Perugia, Amatrice e poi L’Aquila per un totale